COSA PROPONIAMO

PROGETTO DI LEGGE COSTITUZIONALE D’INIZIATIVA POPOLARE

a norma dell’articolo 71 comma 2 della Costituzione italiana e degli articoli 7, 48 e 49 della Legge 25 maggio 1970, n. 352

Indizione di referendum di indirizzo sul recesso dall’Unione Europea a norma dell’art. 50 del TUE

Relazione:

In data 11 maggio 1989 si è svolto un referendum d’indirizzo, indetto con legge costituzionale 3 aprile 1989, n.2, sul conferimento di un mandato costituente al futuro parlamento europeo, in cui si chiedeva al popolo di esprimere un parere sulla necessità di trasformare le Comunità europee in una effettiva Unione;

a partire dal 1981, col divorzio della Banca d’Italia dal Ministero del Tesoro, per procedere fino al 1992 con la sottoscrizione e la ratifica del Trattato di Maastricht che istituiva la moneta unica (Euro) e conferiva pieni ed insindacabili poteri alla Banca Centrale Europea ed al Sistema Europeo delle Banche Centrali in campo finanziario e monetario, poteri confermati con la sottoscrizione e la ratifica del successivo Trattato di Lisbona (art. 130 di quest’ultimo), fino alla sottoscrizione ed alla ratifica del Meccanismo Europeo di Stabilità nel 2012 che conferiva l’immunità da qualsiasi giurisdizione ad un organismo formato da soggetti privati non eletti, nonostante la pressione fiscale in continuo aumento, costituita da imposte dirette e soprattutto da imposte indirette.

Nel corso degli anni l’Unione Europea ha esteso il proprio potere di intromissione nelle decisioni interne di ciascuno Stato sovrano, ben al di là delle effettive competenze autorizzate dai trattati.

Più di una volta, sotto il ricatto di non concedere linee di credito indispensabili per affrontare i problemi finanziari di singoli Paesi, e la minaccia di sanzioni, l’Unione Europea insieme al Fondo Monetario Internazionale, hanno condizionato le scelte strettamente politiche di vari Governi democraticamente eletti, non ultimo il nostro Paese.

Questo crescente potere dell’Unione Europea, rafforzatosi attraverso i successivi trattati istitutivi, ha più volte suscitato perplessità e malcontento in gran parte della popolazione.

Nel nostro Paese non si è mai potuto avere un vero confronto popolare su temi come quelli dell’architettura istituzionale e dei poteri dell’Unione Europea, perché con troppa superficialità è stata sempre opposta la previsione costituzionale che vieta in via generale di sottoporre a referendum abrogativo le leggi di ratifica dei trattati internazionali, una previsione che, quando è stata concepita, non poteva tenere conto della sostanziale eccezionalità dei trattati dell’Unione Europea e che poteva, e può ancora, essere facilmente integrata con leggi.

In definitiva nonostante i continui tagli di spesa – soprattutto in tema di spesa sanitaria, che non dovrebbe privare il sistema delle risorse ncessarie e sufficienti per garantire il diritto costituzionale alla salute pubblica; ai servizi pubblici necessari ai cittadini, garantiti dalla Costituzione; al congelamento di risorse economiche accantonate, che sarebbero state utili a fornire i citati servizi pubblici, a motivo del pareggio di bilancio imposto dall’Unione Europea ed alle leggi di stabilità, nonché la crescente pressione fiscale, si nota il continuo aumento del debito pubblico.

Tale aumento ipotizza un immancabile ulteriore aumento della pressione fiscale, se non con imposte dirette con quelle indirette poiché i debiti si devono pagare e le Banche, come tutti sanno, non fanno sconti.

La cruda realtà vede aumentare il fallimento e la chiusura di piccole e medie imprese, o il trasferimento di piccole e medie imprese in paesi con una più contenuta pressione fiscale; l’impoverimento di intere famiglie che ha portato al suicidio per la disperazione molti esseri umani, perché di esseri umani stiamo parlando; l’indebitamento forzato di molti imprenditori, pensionati e lavoratori.

Pare pertanto lapalissiano constatare che l’ Unione Europea non persegue il benessere e la crescita della comunità dei cittadini che ne sono parte, non tutela gli interessi degli stessi, bensì di poche lobbies della finanza e dell’economia. Senza alcun controllo da organismi superiori apartitici, persegue obiettivi talora in contrasto con gli interessi della cittadinanza. Una emergenza sanitaria che ha coinvolto quasi l’intero pianeta in una pandemia, denunciata come tale dall’OMS, non ha frenato né scalfito gli interessi dell’Unione Europea, malgrado le migliaia di morti. Le Istituzioni moralmente discutibili hanno tardato oltre 40 giorni prima di azionare una decisione di contenimento e di sostegno agli Stati membri coinvolti maggiormente. In termini giuridici si potrebbe qualificare una ipotesi di reato per “omissione di soccorso”.

Pertanto,

  • In considerazione del fatto che l’Unione Europea ci ha privato della sovranità monetaria ed in parte anche della sovranità legislativa soprattutto in campo economico;
  • In considerazione del fatto che l’art.11 della Costituzione italiana consente limitazioni di sovranità in condizioni di parità, mentre è palese che alcuni Stati membri dell’Unione hanno posto riserve e differenti interpretazioni su disposizioni dei Trattati ponendoci in condizioni di disparità;

si auspica, in virtù della sovranità popolare chiaramente stabilita all’articolo 1 comma 2 della legge fondamentale della Repubblica, che il popolo sovrano possa almeno esprimere il parere, peraltro non vincolante, sulla permanenza o sull’uscita dell’Italia dall’Unione Europea demandando al Governo, in caso di esito referendario favorevole all’uscita dall’Unione, il compito di impugnare l’art. 50 del TUE che al primo comma testualmente recita: “Ogni Stato membro può decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall’Unione

SI PROPONE IL SEGUENTE

PROGETTO DI LEGGE COSTITUZIONALE DI INIZIATIVA POPOLARE

ai sensi dell’art. 71 comma 2 della Costituzione italiana e degli artt. 7, 48 e 49 della legge 25 maggio 1970, n. 352

Indizione di referendum di indirizzo sul recesso dall’Unione Europea a norma dell’art. 50 del TUE

Art. 1

  1. Il Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, indìce

un referendum di indirizzo avente per oggetto il quesito indicato nell’articolo 2 della presente legge costituzionale.

  1. Il decreto di indizione del referendum è emanato entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge costituzionale.
  2. La data del referendum è fissata in una domenica compresa tra il cinquantesimo ed il settantesimo giorno successivo all’emanazione del decreto di indizione.
  3. Hanno diritto di voto tutti i cittadini che, alla data di svolgimento del referendum, abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e che siano iscritti nelle liste elettorali del comune, ai sensi delle disposizioni contenute nel testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223, e successive modificazioni, ovvero che siano iscritti nelle liste elettorali dei cittadini italiani residenti all’estero, ai sensi delle disposizioni contenute

nella legge 27 dicembre 2001, n. 459, e successive modificazioni

  1. Per la consultazione popolare si osservano le disposizioni contenute nel testo unico delle leggi per l’elezione della Camera dei deputati approvato con D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 ed alla Legge 25 maggio 1970, n. 352

Art. 2

  1. Il quesito da sottoporre al referendum di cui all’articolo 1 è il seguente: “Volete voi che il governo italiano si faccia portavoce ed interprete della volontà democratica popolare ai sensi dell’articolo 1 della Costituzione italiana ed avvii la procedura di uscita dall’Unione Europea ai sensi dell’articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea ?”

Art. 3

  1. Il referendum è valido con qualsiasi numero di votanti e si intende approvato se ottiene il cinquanta per cento più uno dei voti validi espressi.

Art. 4

  1. La propaganda relativa allo svolgimento del referendum previsto dalla presente legge costituzionale è disciplinata dalle disposizioni contenute nelle leggi 4 aprile 1956, n.212, 24 aprile 1975, n.130, nonché nell’articolo 52 della legge 25 maggio 1970, n.352, come modificato dall’articolo 3 della legge 22 maggio 1978, n.199.
  2. La Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi formula gli indirizzi atti a garantire l’informazione sul referendum e la partecipazione delle parti alle trasmissioni radiotelevisive dedicate alla illustrazione del quesito referendario.

Art. 5

  1. Le schede per il referendum, di carta consistente, di tipo unico e di identico colore, sono fornite dal Ministero dell’interno.
  2. Esse contengono il quesito formulato a termini dell’articolo 2, letteralmente riprodotto a caratteri chiaramente leggibili.
  3. L’elettore vota tracciando sulla scheda con la matita copiativa un segno sulla risposta da lui prescelta o, comunque, nel rettangolo che la contiene.

Art. 6

  1. Per tutto ciò che non è disciplinato nella presente legge costituzionale, si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni della legge 25 maggio 1970, n. 352, e le disposizioni del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nonché, per i cittadini residenti all’estero, le disposizioni della legge in materia di esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero.

Art. 7

  1. La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale successiva alla sua promulgazione.

VADEMECUM (Guida pratica per raccogliere le firme a sostegno di questa iniziativa)

Indizione di referendum di indirizzo sul recesso dall’Unione Europea a norma dell’art. 50 del TUE

Indice:

– Premessa

– Come diventare sostenitore dell’iniziativa

– Leggi di riferimento

– Modulo di raccolta firme

– Vidimazione del modulo di raccolta firme

– Ufficio URP

– Possibilità di abbinare la raccolta firme con iniziative locali

– Contatti con associazioni locali

– Contatti con i media locali e nazionali

– Volantini e manifesti

– Autenticazione delle firme raccolte
– Organizzare una raccolta firme

– Certificazione delle firme raccolte

– Spese indicative da sostenere

– Rapporti al Comitato promotore

– Spedizione dei moduli certificati al Comitato promotore

– Informazioni

– Suggerimenti

– Sintesi delle cose da fare per sostenere l’iniziativa

Premessa

L’obiettivo del “Comitato uscita UE” è quello di proporre un disegno di legge costituzionale di iniziativa popolare ai sensi dell’art. 71 comma 2 della Costituzione italiana per indire una consultazione popolare sull’uscita dell’Italia dall’Unione Europea.
Non essendo permesso dalla Costituzione italiana il referendum abrogativo per le leggi di ratifica di trattati internazionali si può ricorrere ad un referendum di indirizzo (consultivo) per sapere quanto meno l’opinione del popolo in quanto sovrano.
Non essendo deliberativo con questo tipo di referendum, in caso di vittoria del SI, si demanderebbe al governo italiano il compito di presentare all’Unione Europea la volontà espressa dal popolo di recedere dall’Unione ai sensi dell’articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea. Non essendo vincolante questo tipo di referendum potrebbe non essere attuato l’esito favorevole del referendum e ci teniamo a precisarlo perché, a differenza dei politici che cercano consensi, voti e poltrone, preferiamo essere sinceri ed onesti per non illudere chi ha poca dimestichezza con la politica.

Teniamo comunque ad osservare che in caso di esito favorevole del referendum, il popolo sulla carta comunque sovrano, metterebbe la classe rappresentativa in una condizione scomoda qualora non volesse tenere conto della volontà popolare espressa, col probabile rischio di fare crescere ancor più la disaffezione dell’elettorato alla politica dei partiti, già palese dal continuo aumento degli aventi diritto al voto che disertano le urne alle elezioni. Le firme necessarie potranno essere raccolte da qualsiasi cittadino che intenda attivarsi nel proprio Comune ed, eventualmente, in quelli limitrofi, avvalendosi del supporto che questa guida offre e secondo le direttive e materiale fornito dal Comitato promotore formato da 13 firmatari.

Come diventare sostenitore dell’iniziativa

Per diffondere capillarmente l’iniziativa ci affidiamo ai volontari (referenti locali) che, seguendo questa guida, potranno aiutare nella raccolta delle firme presso il proprio Comune, o anche presso i Comuni limitrofi e, se riescono, anche organizzando dei banchetti. Ognuno può aiutare secondo le proprie possibilità ed i propri mezzi, anche poche ore sono molto preziose.

  • Come primo passo entra nel sito www.comitatouscitaue.it e nella pagina denominata “Come aiutare” registrati compilando il form seguendo le istruzioni e comunica la tua disponibilità scrivendo: “io mi impegnerò nel/nei Comune/Comuni di ………………………………….”
  • Controlla se nel tuo Comune qualcuno si è già impegnato portando i moduli di raccolta delle firme nell’ufficio incaricato (solitamente l’URP) oppure organizzando banchetti per la raccolta delle firme.

Se nel tuo Comune si è già attivato un referente puoi aiutare:

1. Andando a firmare;
2. Avvisando e invitando i tuoi conoscenti, amici e parenti di andare a firmare;
3. Contattando chi si è già offerto di aiutare, per dargli sostegno nei banchetti e nella diffusione della notizia.

Se nessuno nel tuo Comune ha ancora offerto il suo aiuto, puoi iniziare a farlo tu in questo modo:

  1. Scaricando il modulo per la raccolta delle firme (vedi nella pagina del sito Materiale utile, stampando un numero di copie che pensi di utilizzare, facendoli vidimare dalla segreteria del Comune o dal Tribunale o dalla Corte d’appello e portandoli poi nell’ufficio incaricato del tuo Comune.

Assieme ai moduli lascia al Comune anche una cartelletta in cui, oltre ai moduli, inserirai i tuoi dati per essere contattato da chi ne avrà la necessità ed un volantino che troverai nel sito indicato alla pagina “Materiale utile”.

  1. Comunicando al comitato promotore i tuoi dati e dell’ufficio dove hai portato i moduli e i suoi orari di apertura al pubblico attraverso l’indirizzo di posta elettronica: info@comitatouscitaue.it che inserirà nella pagina “Dove si firma” le informazioni che avrai dato per permettere ai cittadini di sapere dove possono firmare l’iniziativa popolare.
  2. Passando a ritirare i moduli con le firme almeno 15 giorni prima del termine della campagna di raccolta firme che sarà di 6 mesi dalla data di pubblicazione dell’iniziativa sulla Gazzetta Ufficiale. I moduli che andrai a ritirare dovranno contenere le firme dei sottoscrittori con la loro autenticazione e certificazione (vedi ai paragrafi successivi).
    La campagna di raccolta delle firme terminerà il 13 dicembre 2020.
  3. Se hai tempo ed energie, organizzando uno o più banchetti per la raccolta firme con l’aiuto di altre persone e di autenticatori. Tutti questi passi saranno descritti in dettaglio nei successivi paragrafi.
  4. Inviando al comitato promotore i moduli con le firme raccolte (vedi al paragrafo dedicato).

Leggi di riferimento

Chi raccoglie le firme per la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare sta esercitando un diritto previsto dall’art. 71 della Costituzione, le istituzioni locali o nazionali agevolano l’esercizio di questo diritto costituzionale. Le leggi che regolano la raccolta delle firme per le proposte di legge di iniziativa popolare sono le stesse che regolano la raccolta di firme per i referendum, principalmente la n.352 del 25 maggio 1970 e le successive modifiche apportate dalle leggi n.53 del 21 marzo 1990 (art.14), Dlgs. n.51 del 19 febbraio 1998, n.130 del 28 aprile 1998 (art.1), n.120 del 30 aprile 1999 (art.4 c.2), Circolare Ministero dell’ interno n. 158 del 22 luglio 1999 ed eventuali successive modifiche. Abbiamo riportato queste leggi nel caso in cui volessi approfondire l’argomento anche se una loro lettura non è indispensabile per aiutarci nell’iniziativa.

Modulo di raccolta firme

Il modulo di raccolta firme ufficiale dell’iniziativa è disponibile soltanto nel sito sopra indicato alla pagina “Materiale utile”.

La prima cosa da fare è scaricare il modulo e stamparlo in bianco e nero, in formato A3, fronte e retro senza ridurre le dimensioni in fase di stampa, piegandolo poi in due nel formato A4 a libretto.

Puoi utilizzare una qualsiasi stampante oppure affidarti ad una copisteria. Ogni modulo contiene 43 firme. Ti consigliamo di stampare un minimo di 3 moduli, più 1 modulo ogni 10.000 cittadini residenti nel tuo Comune, più i moduli necessari nelle giornate di raccolta che vorrai organizzare con dei banchetti secondo le modalità spiegate successivamente e secondo le tue possibilità e mezzi.

Attenzione al corretto settaggio della stampante, lo raccomandiamo ancora, che userai per stampare i moduli Le dimensioni devono TASSATIVAMENTE essere quelle del formato “carta da bollo” (A3) stampato su carta uso mano da 80-100gr., che ripiegato in due parti assume 4 pagine. Controlla comunque che la carta usata per la stampa abbia le caratteristiche descritte e che dopo la stampa le dimensioni del modulo siano quelle indicate. Altrimenti settate o fate settare la stampante per ottenere tali dimensioni.

Vidimazione del Modulo di raccolta firme

I moduli che hai scaricato e stampato, devono essere vidimati prima di iniziare la raccolta. La vidimazione è un passaggio richiesto dalla legge. Le firme raccolte su fogli non vidimati, non sono considerate valide.

Chi esegue la vidimazione?

I seguenti soggetti per legge (legge 352/70), devono eseguire la vidimazione entro 2 giorni e gratuitamente:

• la Corte d’Appello

• il Cancelliere Capo di Tribunale o funzionario delegato

• il Segretario Comunale Capo, o un impiegato comunale da lui delegato.

È sufficiente la firma di persone appartenenti agli uffici previsti dalla legge, quindi anche da:

• un cancelliere,

• un dirigente della cancelleria,

• un funzionario appartenente alla segreteria comunale.

Consigliamo di contattare anticipatamente e di persona gli uffici delegati per sapere di preciso dove recarsi e per concordare in anticipo tempi e modalità dell’operazione. I fogli vidimati devono essere utilizzati per la raccolta solo all’interno dell’ambito territoriale di competenza dell’Ente che li ha vidimati. Per questa ragione, se vi impegnerete in diversi Comuni, sarà preferibile provvedere alla vidimazione dei moduli presso le Corti d’Appello (che hanno giurisdizione su un territorio vasto, in alcuni casi regionale) che possono essere utilizzati all’interno di tutto il territorio di competenza. Alternativamente potrete recarvi presso il Tribunale. Verificate sempre se i Comuni in cui utilizzerete i moduli competono agli enti in cui volete far vidimare i moduli, i riferimenti li troverete sul sito www.giustizia.it. Chi effettuerà la vidimazione presso il Segretario Generale del proprio Comune, potrà utilizzare i moduli solo all’interno del proprio Comune. Questa è una buona scelta se vi impegnerete in un solo Comune.

La vidimazione dei moduli consiste nella compilazione della parte superiore destra, nella prima facciata, dove saranno apposti:

• luogo,

• data,

• firma del vidimatore,

• timbro personale con la qualifica,

• timbro tondo dell’ufficio.

È importante ricordare che qualora vengano a mancare uno degli elementi sopra indicati, i moduli sono nulli così come le firme in essi contenute.

Importante: La vidimazione traccia i confini entro i quali può essere usato il modulo. Non seleziona i firmatari. Quindi, un modulo vidimato dal Comune di Torino può essere utilizzato per raccogliere la firma di qualsiasi cittadino italiano, a prescindere dalla sua residenza, ma solo se l’operazione avviene all’interno del territorio comunale di Torino. Ufficio URP o ufficio Servizi Elettorali del Comune.

Ufficio URP

Ora che hai in mano i moduli vidimati prepara per ogni Comune nel quale vuoi aiutare una cartellina su cui indicherai i tuoi recapiti (nominativo, mail e telefono) e un manifesto/volantino che puoi trovare nella pagina del sito “Materiale utile” che chiederai di appendere nell’ufficio che ti sarà indicato dagli addetti comunali. Non tutti gli uffici te lo permetteranno… dipende dalla loro buona volontà. Porta la cartellina presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico – che di solito si occupa di queste cose – che comunque, in caso se ne occupi altro ufficio, ti darà le indicazioni opportune.
Renditi disponibile per consegnare loro dei nuovi moduli vidimati nel caso in cui quelli che lascerai dovessero finire. Incolla sulla cartellina l’apposito modulo con i tuoi dati che troverai nel nostro sito. Avvisa che se in un modulo ci sono poche firme, potranno far fare l’autenticazione, con i relativi timbri e firma dell’autenticatore, subito sotto le firme presenti fino a quel momento (in tal caso, ovviamente, va ricopiato e compilato per intero il formulario riportato a fine modulo) in maniera da poter utilizzare il resto dello spazio per raccogliere altre firme in altre occasioni. ATTENZIONE ! Non lasciare mai nessuna riga del modulo vuota o pasticciata facendo attenzione che l’autenticazione sia immediatamente sotto all’ultima firma. Questo per evitare che per ogni firma venga utilizzato un modulo. Avvisali che la raccolta firme terminerà il …………………………..

Dopo aver depositato i moduli per la raccolta firme nell’ufficio indicato dal Comune, comunica al comitato dove avrai portato I moduli con giorni ed orari dell’ufficio comunale scrivendo a: info@comitatouscitaue.it. Questi dati saranno poi inseriti nella pagina del sito: Dove si firma.

Dovrai scrivere il luogo dove i cittadini possono firmare e i giorni con gli orari di apertura al pubblico ed il telefono dell’ufficio, così il cittadino può chiedere informazioni prima di recarsi a firmare; ed i tuoi dati per chi vuole aiutarti o contattarti. Se non comunichi questi dati, i cui contenuti verranno inseriti nella pagina Dove si firma, i cittadini non sapranno dove andare, e in che orario. È fondamentale che lo comunichi al comitato promotore. Passa a verificare la situazione con cadenza mensile, ed inviaci un rapporto che verrà inserito nella pagina del sito: Archivio col numero di firme raccolte.

Giunti a questo punto i tuoi concittadini avranno la possibilità di firmare in Comune negli orari d’apertura dell’ufficio (segnateli e riportali su volantini/mail/media), spargi la voce e se vuoi personalizza e stampa alcuni volantini scaricandoli dal sito, che trovi nella pagina “Materiale utile“.

Possibilità di abbinare la raccolta firme con iniziative locali

In alcuni Comuni potresti trovare altre iniziative proposte da comitati o associazioni riguardanti il territorio comunale, provinciale o regionale e potreste prendere accordi onde raccogliere insieme le firme. Potreste utilizzare i loro banchetti o proporre a loro di usare il vostro dividendo così le spese (vedi al paragrafo dedicato) Questa azione contemporanea permette ai gruppi cittadini di avviare un percorso di democrazia diretta a livello locale e nazionale nello stesso tempo e con le stesse energie. Ottenendo quindi maggiori frutti con la stessa fatica. Avviare un’iniziativa in ambito locale è molto più facile e meno burocratico che a livello nazionale. Basta leggersi lo statuto comunale o provinciale, il regolamento attuativo degli strumenti di partecipazione popolare e democrazia diretta previsti e poi seguire le disposizioni passo passo. Ogni ente locale prevede una procedura diversa quindi è importante leggere bene il regolamento ed eventualmente chiedere informazioni presso l’ufficio elettorale o presso il Segretario Comunale.

Contatti con associazioni locali

Puoi contattare associazioni e comitati locali per invitarli ad aderire all’iniziativa, sensibilizzare i loro aderenti sull’iniziativa di aiutarti nella raccolta firme promuovendo una “Giornata di raccolta firme”. Nel sito troverai un comunicato standard che personalizzerai con i tuoi dati. Lo trovi nella pagina “Materiale utile“.

Contatti con i media locali e nazionali

Chiedi all’ufficio URP del tuo Comune se possono darti la lista dei riferimenti stampa che loro utilizzano (giornali, tv, radio, ecc) oppure cercali su internet. Potrai avvisarli che nel tuo Comune è possibile firmare per l’iniziativa. Nel sito potrai trovare dei comunicati standard che personalizzerai con i tuoi dati locali. Li trovi nella pagina “Materiale utile“.

Volantini e manifesti

Volantini e manifesti sono disponibili nel nostro sito alla pagina “Materiale utile” e sono personalizzabili. Per risparmiare risorse per la promozione dell’iniziativa potrai utilizzare le mail ed i social network, facebook e Twitter, chiedendo ai tuoi amici se hanno già firmato per l’iniziativa. Se sei un grafico o hai parenti e/o amici grafici e vuoi aiutarci Puoi realizzare o chiedere di realizzare dei volantini o manifesti da inviarci a info@comitatouscitaue.it

Autenticazione delle firme:

Le firme per presentare un disegno di legge di iniziativa popolare possono essere raccolte solo in presenza di una persona abilitata a certificare l’autenticità delle firme dei sottoscrittori. Possiamo suddividere le figure abilitate dalla legge a svolgere questo ruolo in base al loro livello di autonomia.

Le seguenti figure possono autenticare senza la necessità di alcun adempimento preventivo (in altre parole, per poterlo fare non devono chiedere autorizzazioni, né effettuare comunicazioni):

– Notai;

– Segretari delle Procure della Repubblica;

– Segretari comunali e provinciali;

– Sindaci e Presidenti delle Province;

– Assessori provinciali e comunali;

– Presidenti di Consigli provinciali, comunali, circoscrizionali;

– Vice Presidenti dei Consigli circoscrizionali.

Altre figure invece, possono autenticare solo a determinate condizioni:

  1. Cancellieri e collaboratori delle cancellerie dei Tribunali, nonché primi dirigenti o dirigenti superiori delle Cancellerie di Corti d’Appello, Tribunali e Preture non hanno bisogno di autorizzazione solo se effettuano le autenticazioni dentro i loro uffici e in orario di lavoro; in caso contrario, devono essere autorizzati;
  2. I Consiglieri comunali e provinciali possono autenticare ma devono prima comunicare la loro disponibilità rispettivamente al Sindaco e al Presidente della Provincia. Tale comunicazione non richiede autorizzazione;
  3. I Giudici di Pace, per autenticare le firme, devono essere autorizzati dal coordinatore dei giudici di pace;
  4. I funzionari comunali e provinciali devono essere autorizzati rispettivamente dal Sindaco o dal Presidente della Provincia.

Timbro dell’ufficio

L’autenticatore deve avere un timbro messo a disposizione dall’Ufficio che rappresenta.

IMPORTANTE

A parte i notai, che sono gli unici ad avere competenza su tutto il territorio nazionale, gli altri

autenticatori possono operare solo nell’ambito di competenza territoriale dell’ente cui fanno riferimento: ad esempio, se l’autenticatore è un Consigliere comunale o un dipendente del Comune di Torino, può autenticare firme di qualsiasi cittadino italiano, indipendentemente dalla sua residenza, purché ciò avvenga nel territorio del Comune di Torino.

Analogamente a quanto detto per la vidimazione, la qualifica dell’autenticatore non seleziona i firmatari, bensì il territorio entro il quale può operare. Ma attenzione: l’ambito di competenza effettivo è quello più ristretto tra l’ambito di competenza dell’autenticatore e quello stabilito dalla vidimazione: se l’autenticatore è un consigliere provinciale ma il modulo è vidimato dal Comune di Correggio, potranno essere raccolte firme solo a Correggio.

Il termine funzionario viene variamente interpretato: in alcuni Comuni sono considerati funzionari solo i dipendenti dal 6° livello compreso in su; in altri Comuni, invece, si considerano funzionari tutti i dipendenti.

Quindi, se il Sindaco o il Presidente della Provincia autorizzano il dipendente a prescindere dal suo livello, non c’è problema (principio del funzionario di fatto). Tuttavia, se il Sindaco o il Presidente della Provincia non intendono autorizzare soggetti non funzionari, non è il caso di insistere.

Per l’autenticazione delle firme apposte sui moduli che il volontario ha depositato presso l’ufficio comunale incaricato non c’è nessun problema. Ci penseranno gli incaricati di tale ufficio ad autenticare le firme dei sottoscrittori che vi si recheranno a firmare.

Per l’autenticazione delle firme raccolte al di fuori dell’ufficio comunale il discorso è più delicato. Nulla di eccessivamente complicato purché si presti la dovuta attenzione:

Organizzare una raccolta firme

Ai paragrafi precedenti : “Come diventare sostenitore dell’iniziativa” ed “Ufficio URP” hai già visto come sostenere l’iniziativa lasciando i moduli di raccolta firme presso il Comune.

Se vuoi raccogliere le firme solo, o anche, attraverso banchetti in luoghi pubblici ti serviranno:
• disponibilità di 1 o 2 autenticatori;

• 1 o 2 persone che ti aiutino;

• richiesta di permesso per occupazione di suolo pubblico;

• moduli vidimati (almeno 5 per giornata);

• allestimento del punto di raccolta firme (tavolino, sedie ed eventualmente un gazebo su cui appendere volantini, ripararsi dal sole o dalla pioggia)

• manifesti e/o volantini e altra cancelleria;

• imparare come si raccolgono le firme.

Le cose da fare sono semplici purché si presti la dovuta attenzione, vediamole passo passo.

Disponibilità di 1 o 2 autenticatori.

Di solito è la cosa più difficile da ottenere, per cui ti consigliamo di richiedere la disponibilità per l’iniziativa contemporaneamente alla stampa dei moduli. Nel nostro sito troverai un comunicato standard che personalizzerai con i tuoi dati alla pagina “Materiale utile“.
I nominativi ed indirizzi degli autenticatori potrai trovarli sui siti istituzionali e puoi utilizzare gli indirizzi istituzionali per contattarli, ad esempio per i Consiglieri Comunali porta le richieste in Comune e così via, loro hanno delle caselle dedicate alla corrispondenza. Richiedi all’ufficio URP o Funzioni Elettorali del tuo Comune la lista dei funzionari autorizzati come autenticatori.
Considera che per una giornata di raccolta firme ti serviranno minimo 2 autenticatori, meglio 3 nel caso in cui qualcuno si ammalasse. In alcuni siti istituzionali dei Comuni sono indicati anche gli indirizzi personali di posta elettronica dei consiglieri comunali e degli assessori. Puoi contattarli direttamente inviando loro una e-mail.

Altre persone che ti aiutino

Dalle ore 8 alle ore 19 intercorrono 11 ore, sarai tu ad allestire il luogo di raccolta firme e a dismetterlo alla fine della giornata, ma prevedi che alcune persone ti aiutino nel presidiarlo organizzando dei turni. Alcuni dovranno trascrivere i dati sui moduli, altri promuovere l’iniziativa spiegando di cosa si tratta. Prevedi di scambiare i ruoli all’interno del turno diverse volte. Gli autenticatori potrebbero non condividere l’iniziativa ed essere presenti solo per senso civico, considera questa possibilità. Se contattando le associazioni locali hai trovato disponibilità queste persone potrebbero essere pratiche nella burocrazia per raccogliere le firme, fai leggere loro questa guida e fatti aiutare dalla loro esperienza.

Richiesta di permesso per occupazione di suolo pubblico

Per installare un gazebo o un tavolo in una piazza o in una strada, occorre chiedere al Comune l’Autorizzazione per l’Occupazione di Suolo Pubblico indicando nella richiesta le giornate, gli orari e la superficie di suolo occupata. L’ufficio URP o Servizi Elettorali ti potranno indicare l’ufficio competente dove inoltrare la domanda. Il permesso viene rilasciato nel giro di alcuni giorni, a pagamento, fai la richiesta almeno 15 giorni in anticipo (in molti Comuni è previsto da Regolamento).

Se lo spazio occupato è inferiore ai 10 metri quadrati, il permesso è concesso a titolo gratuito.

Noi ti consigliamo di richiedere uno spazio di 9 metri quadrati perché la maggior parte dei gazebi misurano 2×3 oppure 3×3 metri. (Legge n. 549 del 28 dicembre 1995 – art. 3 comma 67: “Sono esonerati dall’obbligo al pagamento della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche coloro i quali promuovono manifestazioni od iniziative a carattere politico, purché l’area occupata non ecceda i 10 metri quadrati”). Nella richiesta dovrai allegare, se prevista dal Comune, una marca da bollo. Se la richiesta di permesso viene presentata da un’Associazione ONLUS non serve la marca da bollo, secondo il DPR 642/1972 All.B Art.27-bis. Ti suggeriamo quindi di presentare la richiesta a nome del Presidente di un’Associazione ONLUS che avrà già aderito all’Iniziativa. Il Comune potrebbe richiederti l’atto costitutivo, lo statuto dell’Associazione, la copia del provvedimento di iscrizione nel Registro Regionale delle Associazioni di Volontariato o copia del riconoscimento formale da parte del competente Ministero. Chiedi all’Associazione o all’Ufficio competente del tuo Comune cosa dovrai presentare. Nel sito troverai una richiesta standard che potrai adattare con le richieste del tuo Comune alla pagina “Materiale Utile“.

Scelta del punto di raccolta firme:

Scegli piazze pedonali frequentate o luoghi di ritrovo in occasione di mercati rionali o feste di quartiere, più persone ci sono e maggiori saranno le possibilità di raccogliere firme, ottimizzando le risorse.

L’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico scelto deve essere portata e tenuta al tavolo perché può essere richiesta dalla Polizia Municipale in qualsiasi momento. Una volta ricevuta l’autorizzazione organizzatevi con i contatti che hanno dichiarato la disponibilità e successivamente informate i media locali con circa 3 giorni di anticipo su dove si terrà la raccolta firme, questo prima di ogni giornata. Moduli vidimati (almeno 5 per giornata a secondo di quante giornate pensi di organizzare) Ti consigliamo di avere almeno 10 moduli vidimati come descritto in uno dei paragrafi precedenti se intendi organizzare una o poche giornate.

Allestimento del punto di raccolta firme

Per raccogliere le firme in una piazza o strada del tuo Comune dovrai avere almeno un tavolo e due sedie per chi compilerà i moduli, il gazebo è molto utile per appendere i manifesti o per proteggersi dal sole o dalla pioggia, ma non è indispensabile. Manifesti e/o volantini e altra cancelleria
Il materiale informativo da esporre sul tavolo o gazebo per attirare l’attenzione dei passanti sull’iniziativa è disponibile nel nostro sito interne nella pagina “Materiale utile“.

Troverai diversi file con il logo dell’iniziativa per produrre manifesti, volantini, gadget e quant’altro tu ritenga opportuno, con la possibilità di personalizzarli con le informazioni locali. Per la realizzazione di un manifesto formato A2 consigliamo di stampare i manifesti in porzioni su fogli formato A3 o A4 e poi assemblarli insieme, questo per evitare spese onerose di pezzi unici come poster o stampe di grande formato. Utili per realizzare volantini i file A4 multipli che potrai tagliare in 2 o 4 successivamente alla stampa. Ognuno può organizzarsi nel modo in cui preferisce. Abbiamo pensato ad una gestione semplice e locale in modo che ognuno singolarmente possa essere autonomo nella strategia ed evitare investimenti e spedizioni centralizzate che avrebbero comportato una dispendiosa macchina organizzatrice. Fondamentali almeno 3 penne a sfera, perfettamente funzionanti nere o blu, per compilare e firmare i moduli, dello scotch ed un paio di forbici. Con un po’ d’immaginazione potrà essere utile del cordino o nastro, una spillatrice, dei fogli riportanti il logo dell’iniziativa per creare un filo di bandierine da appendere al tavolo o gazebo. Utile anche una busta trasparente da raccoglitore da appendere per inserirci il testo completo della Proposta. Prepara una scatola per i contributi volontari all’Iniziativa ed incentiva i sottoscrittori a sostenere le spese, ti sarà utile per coprire almeno parzialmente le spese che dovrai sostenere.

IMPORTANTISSIMO

Lasciamo libertà alle diverse realtà locali a cui appartiene chi raccoglierà le firme, di decidere se avvalersi dell’aiuto di partiti politici o gruppi legati a partiti politici che aderiscono all’iniziativa spiegando chiaramente, in tal caso, che l’iniziativa è di natura apartitica ed è sostenuta dal partito purché non si espongano loghi, bandiere o volantini riconducibili al partito politico stesso.

Come raccogliere le firme

Per spiegarti questo punto dobbiamo tenere in considerazione la successiva Certificazione Elettorale (vedi al paragrafo successivo i dettagli) . Se è vero che teoricamente si possono raccogliere le firme di tutti i cittadini elettori italiani è altrettanto vero che dovrai inviarci i moduli firmati completi di tutte le certificazioni elettorali di chi ha sottoscritto l’Iniziativa. Pertanto ti avvertiamo subito che, raccogliendo le adesioni dei soli cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune in cui stai raccogliendo le firme, sarà per te semplice consegnare i moduli all’ufficio elettorale comunale affinché li certifichi. Dovrai utilizzare i moduli vidimati dal Comune, Tribunale o Corte d’Appello in cui stai raccogliendo le firme, che avrai precedentemente stampato e fatto vidimare. Si possono raccogliere le firme solo in presenza di un autenticatore, seguendo questa guida e le sue eventuali preferenze. È bene accordarsi prima su quali tipi di documento vanno bene all’autenticatore e se è eventualmente disposto ad autenticare sulla fiducia anche la firma di persone senza documento. Accordati anche per l’eventuale trascrizione degli estremi del documento (numero di carta d’identità, numero della patente ecc.), che secondo la legge non è necessario. Se ti costringono a trascriverlo potrai annotarlo sotto al cognome e nome del firmatario. I cittadini italiani residenti all’estero potranno contattare i loro consolati per chiedere informazioni su come aderire a questa Iniziativa, fateci sapere!

Chi può firmare?

Possono firmare solo i cittadini italiani con diritto di voto residenti in Italia, quindi con 18 anni compiuti al momento in cui firmano.

Chi non può firmare?

I cittadini italiani, maggiorenni, residenti in Italia che hanno perso il diritto di voto.

1) Chiedere il Comune di residenza:Il Comune di residenza corrisponde al Comune in cui il cittadino vota. Su ogni modulo inserisci solo cittadini residenti nello stesso Comune. Raccogli le firme dei cittadini residenti nel Comune in cui le stai raccogliendo. Puoi raccogliere anche le firme dei residenti nei Comuni limitrofi (un modulo per ogni Comune) a patto di andare poi personalmente in ognuno di quei Comuni per ottenere la Certificazione Elettorale. Come anticipato, ti sconsigliamo di raccogliere firme di residenti in Comuni lontani o in cui non potrai passare personalmente a consegnare e ritirare i moduli con la Certificazione Elettorale, noi non potremo farlo al tuo posto e la firma potrebbe essere sprecata. Consiglia a chi non permetterai di firmare di verificare attraverso il sito dell’Iniziativa se nel proprio Comune sono depositati i moduli per firmare. Se qualcuno si presenterà a firmare con il proprio certificato di iscrizione alle liste elettorali rilasciato dal proprio Comune puoi fargli firmare in un modulo a parte, ed allegare il certificato al modulo. Questa firma, a seguito dell’autenticazione, è da considerarsi già certificata e quindi pronta per la spedizione. Nel paragrafo riguardante la Certificazione delle firme troverai altri dettagli che ti spiegheranno perché è consigliabile utilizzare più moduli separati per raccogliere le firme di residenti e le firme di non residenti nel Comune ove hai posto il banchetto.

2) A chi decide di firmare bisogna chiedere per seconda cosa un documento d’identità.

Il documento non è indispensabile, ma è estremamente utile per copiare correttamente i dati. Prima di scrivere verifica la maggiore età e chiedi conferma dell’indirizzo, in alcuni casi il cittadino si è trasferito all’interno dello stesso Comune, ma non ha modificato i suoi documenti.

3) Cosa fare se il sottoscrittore non ha un documento d’identità: Chiedere un documento è un tuo interesse per evitare errori e si fa prima a trascrivere i dati. Se una persona non ha nessun documento disponibile chiedigli i dati e trascrivili comunque, allo scopo di evitare di perdere una firma, sempre che l’autenticatore non pretenda tassativamente la presentazione del documento.

4) Buona regola per la compilazione: Sul modulo bisogna scrivere sempre tutto quello che è richiesto in STAMPATELLO e bisogna essere sempre molto precisi nella compilazione.

5) Quali dati scrivere nel modulo: Scrivere in modo leggibile, in stampatello maiuscolo o minuscolo, compilando le diverse caselle del modulo eccetto quella situata nell’ultima colonna a meno che il sottoscrittore non abbia con se il certificato di iscrizione alle liste elettorali del proprio comune di residenza. Quindi va scritto: Cognome, Nome, luogo di nascita, data di nascita, indirizzo, CAP e Comune di residenza. Firma del cittadino. Fate firmare il modulo dal cittadino. L’autenticatore dà atto della manifestazione di volontà dell’elettore analfabeta o comunque impedito di apporre la propria firma. (rif. L.352/1970 art.8) Lascia vuota la casella nell’ultima colonna, poiché è uno spazio riservato al Comune che dovrà eseguire la Certificazione Elettorale, a meno che, come già detto, il sottoscrittore non abbia con se il certificato di iscrizione alle liste elettorali poiché il numero di iscrizione a dette liste compare sul certificato. Ricordati di consegnare il documento al firmatario che lo avrà esibito. Eventuali documenti che rimanessero al banchetto devono essere consegnati presso un comando delle Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Locale).

5) Errori di compilazione: Se vengono commessi degli errori nella compilazione di una sottoscrizione barrate la riga con un singolo tratto obliquo lungo tutta la riga e ricominciate da quella successiva. Fate notare l’errore all’autenticatore, che alla fine del modulo dovrà indicare una firma in meno. Se invece vi accorgete dell’errore quando il firmatario se ne è già andato, l’unica cosa che vi resta da fare è effettuare la correzione direttamente sul posto. In questo caso, però, la parola errata va tagliata in modo che risulti comunque leggibile. Inoltre, dovete avvisare l’autenticatore dicendogli di autenticare la correzione con un suo ulteriore timbro e firma su quella riga. Non lasciate mai righe vuote del modulo anche dopo una correzione.

6) Cambio dell’autenticatore e autenticazione dei moduli al cambio dell’autenticatore, o alla fine di un modulo. L’autenticatore dovrà barrare eventuali righe rimaste libere qualora volete chiudere il modulo alle firme. L’autenticatore dovrà compilare in stampatello lo spazio a lui riservato nell’ultima facciata, avendo cura di inserire il numero di firme corretto al netto di eventuali cancellazioni. Dovrà apporre il timbro personale, se esistente, e quello dell’ente che lo autorizza come autenticatore, timbro che dovrà preoccuparsi di avere con sé. Diversamente dovrete consegnare i moduli all’autenticatore, facendovi rilasciare una ricevuta, e accordandovi se già nel giorno successivo potrà consegnarveli timbrati. Se in un modulo hai poche firme, puoi far fare l’autenticazione, con i relativi timbri e firma dell’autenticatore, subito sotto le firme presenti fino a quel momento (in tal caso, ovviamente, va ricopiato e compilato per intero il formulario riportato a fine modulo) in maniera da poter utilizzare il resto dello spazio per raccogliere altre firme in altre occasioni o al cambio di autenticatore nella stessa giornata di raccolta. In ogni caso, l’autenticazione – che sia fatta nell’apposito spazio a piè di pagina o subito sotto le firme – per essere valida deve contenere tutti gli elementi indicati: bisogna controllare che ci sia il timbro dell’ufficio, il timbro (o il nome e la carica scritti in STAMPATELLO) e la firma dell’autenticatore, che il numero di firme autenticate indicato corrisponda al numero di firme effettivamente presenti sul modulo, che data e luogo di autenticazione siano corretti (e compatibili con la vidimazione) pena l’annullamento di tutte le firme raccolte su quel modulo. Verifica che tutti i moduli siano stati autenticati correttamente. Se vi accorgete di un errore nell’autenticazione, non potete correggerlo voi ma dovete farlo correggere all’autenticatore, che dovrà apporre accanto a ogni correzione un ulteriore bollo dell’ufficio e un’ulteriore firma. Tutto quanto riportato in questo paragrafo riguarda la raccolta delle firme con la loro autenticazione da parte di persona incaricata. La parte finale consiste nella certificazione delle firme che è spiegata nei dettagli nel paragrafo seguente.

Certificazione delle firme

Una volta raccolte le firme nel/nei modulo/i che avete usato ai banchetti, già autenticate, dovrai passare alla fase successiva e finale, ossia alla certificazione delle firme.
Mentre l’autenticazione della firma garantisce l’identità dell’elettore e che ha manifestato realmente la volontà di sostenere la proposta di legge popolare, la certificazione garantisce il godimento dei diritti politici del sottoscrittore, ossia il possedimento del diritto al voto. Tale godimento è confermato con l’iscrizione alle liste elettorali che sono archiviate presso gli uffici elettorali dei Comuni di residenza dei cittadini elettori. Ogni cittadino che gode del diritto al voto è registrato su dette liste con un numero progressivo. Se ricordate al paragrafo precedente si era detto di lasciare in bianco la casella dell’ultima colonna del modulo durante la trascrizione dei dati del sottoscrittore. Quella casella deve contenere il numero di iscrizione alle liste elettorali che solo l’ufficio elettorale conosce e inserirà. Tale numero di iscrizione lo conosce anche l’elettore perché è indicato nella sua tessera elettorale ma non è il caso di pretendere che un cittadino vada in giro con la tessera elettorale a portata di mano, anche perché pur conoscendo tale numero occorre sempre il timbro dell’ufficio elettorale sul modulo.

Come richiedere la certificazione elettorale

Ci sono due casi distinti da valutare per semplificarti le cose.
1) Se hai lasciato i moduli in Comune e sei andato a ritirarli devi innanzitutto controllare che ci sia l’autenticazione delle firme, dopodiché consegnerai i moduli all’ufficio elettorale chiedendo la certificazione delle firme. In questo caso l’ufficio oltre a scrivere nella casella che hai lasciato in bianco il numero di iscrizione alle liste dell’elettore apporrà in calce al modulo il timbro dell’ufficio che attesta la certificazione. Questa si chiama certificazione collettiva perché le firme apposte su quel modulo sono di cittadini tutti residenti in quel Comune. Nell’apposito spazio per la certificazione collettiva deve esserci:

la firma del Sindaco (se firma un delegato, deve essere specificato nome, cognome, qualifica), la data, il bollo tondo dell’Ufficio.

Successivamente all’autenticazione non bisogna barrare alcuna riga. Se qualche funzionario comunale dovesse barrare una o più righe deve dichiarare nel modulo di averlo fatto erroneamente, apponendo firma e timbro dell’ufficio.

Al momento del ritiro delle firme certificate bisogna controllare che lo spazio per la certificazione sia compilato correttamente in tutte le sue parti e ci siano tutti i timbri e la data sia corretta. In particolare, verificate la correttezza della data della certificazione. Se riscontrate degli errori non potete comunque essere voi a correggerli: qualsiasi errore può essere sanato, ma la correzione deve essere fatta dallo stesso ufficio che ha compiuto l’errore, apponendovi accanto il proprio timbro tondo e la firma del funzionario.

Se la certificazione non viene eseguita le firme non valgono.

Nel caso non sia possibile certificare una firma, quella firma non sarà poi conteggiata per il raggiungimento del numero di firme previsto.

Appena i moduli sono pronti, spediscili al Comitato. Lì verranno controllati ulteriormente. Se ci sono errori, ti verranno restituiti per le correzioni. Anche per questo la certificazione non va affrontata tutta insieme nelle ultime settimane. Puoi prevedere delle spedizioni prima del termine ultimo prefissato.

Potrebbe accadere che in quel Comune vogliano firmare cittadini residenti in altro Comune e in questo caso la questione è più burocratica per quanto riguarda la certificazione. Il cittadino non residente può comunque firmare in quel Comune (fatelo presente agli addetti che hanno I moduli vidimati da far firmare). Tutt’al più quando consegnerai i moduli vidimati in Comune per la raccolta delle firme è bene consegnarne 1 o 2 per le eventuali firme di cittadini non residenti in quel Comune, che firmeranno su quei moduli. Spiegalo cortesemente all’incaricato del Comune di far firmare i non residenti in moduli separati da quelli dove farà firmare i residenti per facilitarti poi nella certificazione delle firme che in tal caso non sarà collettiva ma singola.

Se raccogli le firme organizzando banchetti ti consigliamo di fare la stessa cosa. Fai firmare i residenti nel Comune dove stai raccogliendo le firme e i non residenti su moduli separati.

Perchè ?

Abbiamo visto che i moduli contenenti le firme di residenti nello stesso comune possono essere evasi con la certificazione collettiva. Per i non residenti sarà tua cura richiedere i certificati di iscrizione alle liste elettorali agli uffici elettorali dei Comuni di residenza dei sottoscrittori e potrai farlo recandoti presso tali uffici o richiedendoli mediante posta elettronica.
Nota Bene: Una volta ottenuti i certificati di iscrizione elettorali dovrai allegarli pinzandoli ai moduli in cui raccolte le firme. In tal caso non occorre il timbro dell’ufficio elettorale poiché il certificato è emesso dal Comune ed è documento ufficiale (quelli inviati per posta elettronica dagli uffici della pubblica amministrazione adesso sono dotati di firma digitale).

Esempi:
Hai un modulo con le firme di residenti nel tuo Comune o nel Comune ove raccogli le firme ?
Completato il modulo lo porti all’ufficio elettorale di quel Comune che ti rilascerà la certificazione collettiva.

Hai un modulo con le firme di residenti in diversi Comuni ? Dovrai allegare e pinzare al modulo tutti i certificati di iscrizione alle liste elettorali dei sottoscrittori che richiederai ai loro rispettivi Comuni di residenza .

Hai un modulo con firme miste ? Ossia di residenti nel tuo Comune o nel Comune dove hai raccolto le firme … e di residenti in altro comune ?
Dovrai recarti all’ufficio elettorale del Comune in questione che ti certificherà soltanto le firme dei residenti e chiederai i certificati di iscrizione alle liste elettorali ai Comuni dei non residenti che allegarli e pinzerai al modulo. In alternativa puoi richiedere anche i certificati di iscrizione alle liste elettorali dei residenti nel Comune dove hai raccolto le firme ed allegare tutti i certificati (dei residenti e dei non residenti) al modulo.

Scegli tu la soluzione che preferisci purché ogni firma sia certificata.

Spese indicative da sostenere

Qui vogliamo rendere un’idea delle spese minime che si dovranno anticipare per sostenere

l’iniziativa a livello locale.

Stampa dei moduli 4 euro (10 moduli)
stampa di volantini e simili 20 euro
marca da bollo per permesso se non esenti 17 euro (indicativamente)

occupazione suolo pubblico se spazio è superiore a 9 mq. 16 euro (dipende dai Comuni) spedizione moduli al comitato promotore 10 euro.

Ovviamente tutto dipende dalle possibilità di tempo e dai banchetti che ognuno vorrà organizzare e dalle opportunità di dividere le spese fra il numero dei collaboratori o eventuali associazioni che aiutano e condividono l’iniziativa.
Tutto dipende da mezzi. disponibilità e capacità organizzativa di ogni volontario che ha facoltà di gestire la raccolta come meglio crede.

Rapporti al Comitato promotore

Tutte le comunicazioni avverranno via internet, nel sito è previsto un “Forum” ed un indirizzo di posta elettronica info@comitatouscitaue.it per i rapporti che dovrai inviarci o per interagire con altri referenti e promotori. Ciò ci consentirà di gestire una maggiore quantità di informazioni ed avere un’idea di quante firme abbiamo potenzialmente raccolto e dobbiamo raccogliere per valutare se intensificare l’organizzazione della raccolta o meno, come pure eventuali problemi che si riscontrano nelle varie realtà locali.

Verifica nel sito www.comitatouscitaue.it alla pagina Dove si firma se il tuo Comune è già coperto, altrimenti iscriviti e nel forum e crea un nuovo topic (argomento) mettendo come titolo il tuo comune, e dove scriverai che ti impegnerai a raccogliere le firme nel tuo Comune.

La prima comunicazione da inviare nel sito alla pagina: Dove si firma sarà il nome dell’ufficio in cui hai lasciato i moduli, l’indirizzo, il telefono e gli orari.

Che comunicherai al comitato SOLO DOPO aver lasciato i moduli vidimati presso gli uffici comunali a disposizione dei tuoi concittadini.

Le altre comunicazioni al comitato promotore dovranno essere a cadenza almeno mensile e dovranno contenere:

1) Il numero di firme valide raccolte complessivamente dall’inizio (in Comune e nei banchetti che avrai realizzato);

2) Tutte le associazioni o partiti che a livello locale hanno eventualmente aderito all’iniziativa;

3) Il numero finale di firme certificate che ci spedirai.

4) Eventuali problemi riscontrati che ti consigliamo di comunicarci tempestivamente attraverso i recapiti che troverai nella pagina del sito: Contatti

Spedizione dei moduli certificati al Comitato promotore

I moduli con le relative certificazioni elettorali dovranno essere spediti in busta chiusa per posta raccomandata (la ricevuta di ritorno non è necessaria) entro il 25 novembre 2020 presso:

Comitato Uscita UE – c/o Sig. Aldo Saudelli – Via Monte Subasio 8 – 00141 Roma (RM)

Quando avrai spedito i moduli invia una mail a info@comitatouscitaue con oggetto: Spedito moduli indicando il numero di firme correttamente certificate contenute nella busta, il codice dell’invio riportato sul tagliando di ricevuta, il/i Comune(i in cui prevalentemente sono state raccolte le firme, unitamente al tuo nominativo, indirizzo e numero di telefono per contattarti in caso di necessità.

Informazioni

Per qualsiasi dubbio, incertezza, o informazione ti suggeriamo, dopo aver letto bene la guida, di contattarci ai recapiti indicati nel precedente paragrafo e nel sito alla pagina “contatti” ti risponderemo appena possibile. Potrai avere supporto anche in tempo reale attraverso telefono, whatsapp e skype.

Il Comitato è disponibile a partecipare ad eventuali incontri pubblici sull’iniziativa e potrai contattarci anche per eventuali eventi che pensi di poter organizzare. Dovrai reperire un luogo adatto al pubblico dotato di proiettore, tavolo, sedie e lavagna per proiezioni.

Materiale multimediale è presente nel nostro sito per organizzare degli incontri divulgativi alla pagina “Materiale utile“.

Suggerimenti

Eventuali richieste di chiarimento o proposte di integrazione della presente guida potrai inoltrarle presso info@comitatouscitaue

Il presente Vademecum/guida potrebbe quindi subire dei miglioramenti e nel sito terremo l’ultima versione valida.

Sintesi delle cose da fare per sostenere l’iniziativa

Controlla nel nostro sito alla pagina “Come aiutare” per verificare se qualcuno si è già offerto di aiutare nel tuo Comune

se Sì:

• Vai a firmare

• Fai informazione con tutti i mezzi

• Contatta il volontario locale per aiutarlo

se No:

comunica la tua disponibilità alla pagina Come aiutare scrivendo “mi impegnerò in questo/i Comune/i compilando l’apposito form nell’area di registrazione.

• Stampa i moduli

• Fai vidimare i moduli

• Porta i moduli vidimati nell’ufficio incaricato del tuo Comune, o tribunale o corte d’appello.

• Comunicaci dove e in quali orari sono disponibili i moduli nel tuo Comune nel sito alla pagina

Dove si firma

• Scrivi alle Associazioni ed ai Comitati locali

• Scrivi ai media locali

• Scrivi ai tuoi amici e coinvolgili

• Inviaci aggiornamenti nel sito almeno mensilmente

Se puoi e se vuoi

• Chiedi la disponibilità agli autenticatori

• Chiedi aiuto ad amici e associazioni

• Permesso per occupazione suolo pubblico

• Prepara almeno 10 moduli vidimati

• Allestisci il banchetto con o senza gazebo

• Stampa e usa manifesti e volantini

• Raccogli le firme in presenza di autenticatori

• Chiedi l’indirizzo mail di contatti utili

• Fai certificare le firme in tempo utile almeno 20 giorni prima della scadenza della campagna di raccolta firme

• Ritira i moduli dall’Ufficio Comunale almeno 10 giorni prima della scadenza della campagna

• Spedisci il plico con raccomandata ordinaria con moduli e certificati entro il 25 novembre 2020 al Comitato promotore.

• Scrivi al comitato promotore ed ai media locali comunicando le firme spedite.

Il Comitato Uscita UE ringrazia della tua collaborazione e prezioso aiuto e augura una buona raccolta firme e garantisce ai cittadini che non hanno mai avuto simili esperienze che sarà per loro una entusiasmante novità.

Grazie ancora